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FAQ

Diritto d'autore

Come posso provare la proprietà intellettuale di un progetto o di un’opera?

La Direzione Generale per le Biblioteche, gli Istituti Culturali e il Diritto d’Autore del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, già dall’anno 2012, ha promosso l’iniziativa “Registro Pubblico Generale delle opere protette dalla legge sul diritto d’autore, una prova in più per la creatività”.

Con tale iniziativa, la Direzione Generale ha diffuso le informazioni riguardanti il Registro Pubblico Generale delle opere protette dalla Legge sul diritto d’autore ex art. 103 Legge 2 2 aprile 1941, n.633, la sua funzione di efficacia e la possibilità da parte dell’autore di precostituirsi una prova circa la paternità dell’opera dallo stesso realizzata e del fatto della sua pubblicazione.

Il materiale informativo riguardante detto Registro, nonché quello relativo alle formalità per effettuare il deposito delle opere e dei progetti è reperibile al seugente link:

http://www.librari.beniculturali.it/opencms/opencms/it/dirgenerale/servizioiii/guida

Si richiede chiarimento in merito ai diritti di pubblicazione di un proprio lavoro, nel caso in cui i committenti non autorizzino la pubblicazione di immagini relative alla loro proprietà. Quali sono i diritti del progettista come autore dell’opera? E’ possibile pubblicare comunque alcune immagini omettendo luogo e nome dei proprietari?

Occorre fare riferimento alla normativa relativa al diritto d’autore per le opere oggetto di progettazione.

Il Committente, quale destinatario della prestazione progettuale, acquisisce, in assenza di diversa convenzione contrattuale, gli elaborati di progetto e con essi i conseguenti diritti di pubblicazione dell’opera stessa.

Rimane, tuttavia, inviolato il diritto del professionista alla paternità dell’opera, ovvero al riconoscimento dovuto quale autore dell’opera stessa (diritto d’autore).

Pure in assenza di previsione contrattuale e di autorizzazione della committenza, il professionista potrà, comunque, fotografare e pubblicizzare le immagini relative all’opera da lui progettata rivendicandone, quindi, la paternità; non è tuttavia da escludersi che, proprio per l’assenza di previsione contrattuale, la committenza potrebbe dal luogo ad azioni volte a contestare ed inibire la pubblicizzazione delle immagini di cui sopra.

Sarebbe quindi preferibile che il professionista, preliminarmente, rendesse edotta la committenza dell’intenzione di fotografare e pubblicizzare quanto da lui realizzato.

Scarica la comunicazione prot. 4411 del 01/12/2015 del Consiglio Nazionale Architetti P.P.C.

A seguito della progettazione di una recinzione con un particolare disegno, se questa viene riprodotta (variando solo il colore) senza preventiva autorizzazione in un cantiere limitrofo, è possibile rivendicare i diritti d’autore? In caso affermativo, come occorre procedere?

L’art. 2 della Legge 22 aprile 1941, n. 633 protegge, specificatamente, sia i disegni e le opere dell’architettura, sia le opere del disegno industriale che presentino, di per sé, carattere creativo e/o valore artistico.

Nel caso di specie, l’architetto si qualifica quale titolare del diritto d’autore di un disegno di una recinzione, in seguito realizzata, che rientra nelle fattispecie tutelate dall’art. 2 della L. 633/1941.

Tale diritto, in base a quanto rappresentato, sembrerebbe essere stato leso per la riproduzione in un cantiere vicino, senza acquisire opportuna autorizzazione, della medesima recinzione già in precedenza realizzata, su disegno dell’architetto.

Sul punto, il consolidato e prevalente orientamento della giurisprudenza ha sancito il principio secondo cui: “il valore artistico di un ‘opera deve riscontrarsi nell’originalità dell’opera in sé, come espressione di creatività, anche modesta, come quella che, pur inserendosi in un genere diffuso, si distingue quale prodotto singolare della personalità del suo autore” (Cass. 5.7.1990 n. 7077; Cass. 23.i.1969 n. 175).

Difatti non si può negare che le creazioni progettuali, quali quelle di un architetto, si connotano per il loro intrinseco valore figurativo e per quel grado di originalità che le distinguono dalla produzione corrente di tipologie analoghe portandole ad essere considerate oggetto di diritto d’autore ed in quanto tali oggetto di tutela, in ossequio alla Legge n. 633/1941.

Per rivendicare i propri diritti il professionista potrà dar corso ad autonoma azione giudiziaria nei confronti di colui o coloro che avessero, indebitamente, utilizzato l’opera dell’ingegno altrui.

Scarica la comunicazione prot. 4411 del 01/12/2015 del Consiglio Nazionale Architetti P.P.C.

Urbanistica - Edilizia

L’utilizzo di Google Earth è da considerarsi valido ai fini legali per la contestazione di abusi edilizi?

Recentemente un Comune ha comunicato alla proprietà la presenza di un abuso edilizio, consistente nella presenza di lucernari sulla copertura di un edificio, facendo esplicito riferimento all’utilizzo di Google Earth, senza eseguire alcun sopralluogo in loco. Questo ha portato alla segnalazione della presenza di 3 lucernari quando in realtà sono 4, ma uno non risulta visibile da Google Earth perché coperto da alberature. Sarebbe interessante sapere se l’utilizzo di detto strumento informatico, senza nessuna verifica reale, considerando che si tratta di immagini rappresentative di uno stato attuale di 1-2 anni precedenti, e che possono portare ad evidenti errori come evidenziato, è da considerarsi valido ai fini legali per la contestazione di abusi edilizi anche se modesti.

Abbiamo sottoposto il suo quesito all’avv. Giorgio Fregni.

Si allegano:

– parere

– giurisprudenza: