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Protocollo di intesa per la “Dichiarazione obbligatoria di conformità urbanistica e catastale”

By 2 Feb, 2017

A TUTTI GLI ISCRITTI ALL’ORDINE ARCHITETTI P.P.C. DI MODENA

In merito al protocollo di intesa in oggetto, sottoscritto presso il Comune di Modena il 27 gennaio 2017 dal Consiglio Notarile di Modena, dall’Ordine degli Ingegneri della provincia di Modena e dal Collegio dei Geometri della provincia di Modena, col quale si rende obbligatoria la “Dichiarazione di conformità urbanistica e catastale” in caso di compravendita di immobili, con l’obiettivo di garantire la certezza della regolarità urbanistica e dell’agibilità dell’edificio, il Consiglio dell’Ordine, pur condividendo l’intento di tutelare il cittadino che acquista e ha diritto ad acquistare un immobile regolare, aveva sollevato fin dalle prime proposte di protocollo alcune perplessità ed osservazioni.

Premesso che la verifica dello stato legittimato è alla base di qualunque istanza mirata a legittimare interventi di progetto sul patrimonio immobiliare esistente, quindi non è una novità per i tecnici della filiera dell’edilizia, mentre solo dal 2011 è diventata obbligatoria la verifica della conformità urbanistica negli atti di compravendita e/o donazione di immobili, di seguito si evidenzia quanto segue:

  • Risulta difficile, soprattutto per la varietà dei casi, standardizzare parametri di costi; si sarebbe potuto invece condividere la procedura e agire semplificando l’accesso agli atti e siglare protocolli con le Amministrazioni finalizzati a ridurre i tempi di attesa per l’accesso alla documentazione presente in archivio e i costi per il servizio.
  • Si ritiene che l’adesione al protocollo non necessariamente garantisca un lavoro di “qualità” (la tabella riporta, soprattutto per i rilievi, compensi molto bassi) perché non tiene conto delle difficoltà dovute alle diversità delle singole situazioni; inoltre riduce il rapporto tra Tecnico e Committente a una fornitura di servizi e viene privato della natura fiduciaria propria degli incarichi professionali, oltre a far ricadere la responsabilità della regolarità esclusivamente sul professionista, sollevando i principali attori del processo.
  • La convenzione, infine, potrebbe essere in contrasto con le varie norme che hanno portato all’abolizione delle tariffe minime obbligatorie e al divieto, espresso da parte del Garante per la Concorrenza, alla determinazione, da parte di Ordini e Collegi, di tariffe prestabilite valide per i propri iscritti.

In forza dei dubbi sopraesposti, il Consiglio dell’Ordine Architetti P.P.C. della provincia di Modena, che pur è stato coinvolto nel percorso di confronto, ha ritenuto opportuno al momento non siglare accordi che non permettano agli iscritti di contrattare liberamente il proprio incarico.

PERTANTO GLI ISCRITTI HANNO LA FACOLTA’ DI OPERARE A LORO DISCREZIONE.