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Lavori Pubblici: i dati aggiornati dell’ONSAI

By 16 Gen, 2019

I dati relativi ai 380 bandi analizzati nel corso del 2018 dalla rete degli Ordini degli Architetti italiani rivelano un netto miglioramento rispetto alle criticità rilevate nel 2017

Sono stati pubblicati i dati relativi ai 380 bandi analizzati dall’Osservatorio Nazionale sui Servizi di Architettura e Ingegneria (ONSAI) del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, nel corso del 2018. Questi rivelano un netto miglioramento rispetto alle criticità rilevate nel 2017. “Ciò – sottolinea il Vicepresidente del Consiglio Nazionale degli Architetti e coordinatore dell’Osservatorio, Rino La Mendola – è da attribuire soprattutto alle novità introdotte al testo originario del Codice (D.Lgs.50/2016) dal cosiddetto “decreto correttivo” (D.Lgs.56/2017) in recepimento alle proposte dello stesso Consiglio Nazionale e della Rete delle Professioni Tecniche”.

Evidenziano inoltre un diffuso ricorso alle procedure negoziate che raggiungono una percentuale pari al 51% ed alle procedure aperte che raggiungono il 41%; mentre le procedure ristrette raggiungono il 5% e gli affidamenti diretti solo il 3%.

L’anno 2018 si chiude comunque registrando ulteriori segni positivi in Sicilia, dove la Regione, con decreto n°30 Gab dello scorso 5 dicembre, a  firma dell’Assessore alle Infrastrutture On. Marco Falcone, ha dotato le stazioni appaltanti che operano in Sicilia dei bandi tipo per i concorsi di progettazione e per affidare servizi di architettura e ingegneria a liberi professionisti, puntando sulla centralità del progetto, sullo snellimento e la trasparenza delle procedure, sulla riduzione dei requisiti e sull’apertura del mercato.

L’ auspicio del CNAPPC è che nel prossimo anno anche altre regioni si dotino di bandi che  fissino regole certe per affidare servizi di architettura e ingegneria a liberi professionisti, promuovendo la libera concorrenza e l’apertura del mercato.

Il Consiglio Nazionale e la Conferenza degli Ordini degli Architetti, al  nel di garantire la qualità delle prestazioni professionali e la trasparenza nel processo di esecuzione delle opere pubbliche, non escludendo altre forme di protesta, hanno già fatto sentire la voce dei 160mila Architetti, Pianifcatori, Paesaggisti e Conservatori italiani, per dire NO alle politiche di centralizzazione della progettazione presso la pubblica amministrazione e per chiedere con forza l’adozione di politiche diametralmente opposte. Politiche che puntino sul concorso di progettazione a due gradi quale strumento ideale per selezionare i progettisti attraverso il confronto dei migliori progetti e non attraverso il confronto dei fatturati e che siano votate a distinguere e valorizzare i ruoli svolti sia dai pubblici dipendenti che dai liberi professionisti, riservando ai primi il controllo del processo di esecuzione delle opere pubbliche, dalla programmazione al collaudo, ed ai secondi la progettazione e la direzione dei lavori. Ciò nella consapevolezza che le norme che, sino ad adesso, hanno provato ad invertire i ruoli, affidando la progettazione interna alle stazioni appaltanti ed attribuendo, contestualmente, ai liberi professionisti, competenze in materia di verifica dei progetti, hanno puntualmente fallito, alimentando varianti in corso d’opera, contenziosi ed incompiute.

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